Pavimento - Opus sectile

Lo studio della ricomposizione dell'opus sectile si è avvalso dello straordinario contributo offerto da due dei massimi esperti nel settore, il Prof. Federico Guidobaldi e il Prof. Demetrios Michaelides. I due studiosi, nel corso di una riunione di lavoro tenutasi presso il laboratorio del CCA il 7 settembre 2012, hanno esaminato il materiale, ed hanno fornito fondamentali indicazioni per la ricostruzione del pavimento.
A proposito della ricostruzione dell'opus sectile, era sorta la questione della funzione dei frammenti di ardesia ritrovati insieme ai marmi. Nei pavimenti romani, l'ardesia poteva essere utilizzata sia come supporto sottostante alle mattonelle del pavimento, qualora le piastrelle fossero state di spessore ridotto, o come mattonella insieme ad altri materiali lapidei, come il marmo. L'esame del materiali rinvenuti ha chiarito definitivamente che, nel caso della villa di Sant'Imbenia, le piastrelle in ardesia facevano parte del piano di calpestio. Risulta così spiegata la funzione dell'assortimento dei materiali rinvenuti.
Conseguiti questi fondamentali risultati, si è proceduto alla ricomposizione dei pavimenti.
Allo stato attuale sono stati rinvenuti più di 450 attacchi, e risultano ricomposte 161 mattonelle quadrate, 989 triangoli, 35 rettangoli grandi, 22 rettangoli piccoli. Rimangono ancora fuori dalla ricerca degli attacchi circa 300 frammenti di marmi policromi, sicuramente appartenenti all'opus sectile.