Monastero di Santa Caterina. Conservazione dei mosaici

Monastero di Santa Caterina. Conservazione del mosaico della Trasfigurazione
Luogo dell'intervento: 
Sinai, Egitto
Tipo d'intervento: 
Conservazione e restauro di mosaici parietali policromi del VI secolo
Committenza: 
Monastero di Santa Caterina
Direzione scientifica: 
Roberto Nardi, con la supervisione del Consiglio Supremo delle Antichità dell’Egitto
Direzione tecnica: 
Roberto Nardi, Chiara Zizola
Quando: 
1 Giugno 2005 - 1 Aprile 2010
Programma culturale: 
Apertura del cantiere al pubblico mediante collegamento video, visite guidate, conferenze

Il mosaico della Trasfigurazione riveste una superficie di 46 mq nell’abside e nell’arco sovrastante della Basilica del Monastero di Santa Caterina. Realizzato nel VI secolo per volere dell’imperatore Giustiniano è costituito da una ricca gamma cromatica di paste vitree, vetro, tessere d’oro, d’argento, e tessere in materiale lapideo.  Il mosaico costituisce   un gioiello  dell’arte  bizantina delle origini. Nel corso dei secoli ha subito innumerevoli danni dovuti a terremoti e ad una ininterrotta frequentazione della chiesa da parte di pellegrini provenienti da tutto il mondo.
Distacchi dello strato preparatorio dal muro, spanciamenti della superficie musiva, lacune del tessellato, sono  alcune  delle manifestazioni del degrado che ha portato la comunità monastica ad intraprendere un delicato programma di consolidamento e conservazione del mosaico affidandone l’esecuzione al CCA, Centro di Conservazione Archeologica di Roma.
I lavori sono iniziati nel 2005 grazie ad un finanziamento dell’Emiro del Qatar, Sceicco Hamad bin Khalifa al Thani,  a seguito di un progetto realizzato dal CCA nel 2001, su commissione del GCI (the Getty Conservation Institute). I lavori si sono conclusi ad Aprile 2010.